Ultima revisione:

20 dicembre 2021

Tempo di lettura:

 

Il Natale quest’anno giunge a noi accompagnato da due parole chiave “ripresa e resilienza” in un contesto mondiale ancora segnato dalla pandemia, dalla tante vittime di questo virus invisibile.
Con le vaccinazioni si è dato avvio alla ripresa delle attività e con il rientro in servizio si sta cercando di superare il periodo più critico finora vissuto.
Da questa esperienza abbiamo imparato tanto, ma soprattutto, in campo lavorativo, a far buon uso delle tecnologie, assicurando servizi e prestazioni alla collettività in modalità telematica, traendo da una criticità un elemento di ripresa e di forza, migliorando la nostra dinamicità e flessibilità nell’attività lavorativa .
Dalla crisi che stiamo vivendo ne usciremo migliorati se sapremo trovare le risposte necessarie a tutti i livelli.
E’ importante saper cogliere gli aspetti salienti di un cambiamento che ci vedrà in questi anni protagonisti di una svolta epocale, ove le pubbliche amministrazioni sono già impegnate a realizzare investimenti e processi culturali finalizzati alla sostenibilità ambientale.
Il Natale ci offre l’occasione per riflettere, per interrogarci sul nostro tempo, sui valori della vita, sul senso di responsabilità.
Come ci ricorda Papa Francesco nell’enciclica “Laudato Si’ ”
"L’attuale pandemia ha portato alla luce in modo ancora più forte il grido della natura e quello dei poveri che ne subiscono maggiormente le conseguenze, evidenziando che tutto è interconnesso e interdipendente e che la nostra salute non è separata dalla salute dell’ambiente in cui viviamo. Abbiamo bisogno, perciò, di un nuovo approccio ecologico, che trasformi il nostro modo di abitare il mondo, i nostri stili di vita, la nostra relazione con le risorse della Terra e, in generale, il modo di guardare all’uomo e di vivere la vita".
L’arrivo di questo virus ci ha messo di fronte a tanti interrogativi, non solo sulla fragilità della vita ma soprattutto sulla sua preziosità.
Parte del nostro avanzatissimo modello di sviluppo è stato legato ad un uso sproporzionato delle risorse naturali e della stessa atmosfera, che ha profondamente alterato gli equilibri del pianeta, determinando fenomeni mai fronteggiati in precedenza.
Ecco allora la prima fondamentale traccia del cambiamento necessario, quella che si sintetizza nella formula di “ripresa e resilienza”, i cui valori e modelli stanno coinvolgendo le politiche mondiali ed ognuno nel proprio ambito deve contribuire con azioni di sensibilizzazione volte ad una metamorfosi dei comportamenti.
Il Natale di oggi ci aiuta a comprendere il messaggio legato alla tutela della vita trasfusa nella Natività, simbolo della creazione, su cui si fonda la nostra identità.
Nel Natale ci si ritrova tutti, religiosi e laici, accomunati da un unico riferimento: LA BENEVOLENZA trasfusa in elementi differenti ma che hanno un denominatore comune: l’Amore, la Pace, la Speranza, la Carità.
Ed è su questo pensiero che desidero incentrare il mio AUGURIO a tutti, affinché da questa difficile esperienza si risvegli, in ognuno di noi, la voglia di mettersi in gioco, di dare il meglio di se stessi per rendersi utili alla collettività, per assumersi con senso di responsabilità gli impegni che ci fanno concorrere a migliorare la vita di tutti, per contribuire con il nostro lavoro a renderci costruttori di pace e di solidarietà sociale.
In quest’anno molti dipendenti sono andati in pensione e non è stato possibile riservare loro un momento di convivialità e di saluto per il lavoro prestato nel nostro Ente. A loro va un augurio particolare e un grazie per avere contribuito nel loro percorso lavorativo a rendere un servizio che è patrimonio di tutti. Voglio, infine, riservare un pensiero a quanti stanno ancora soffrendo per aver contratto la malattia o per aver perso le persone care e a quanti sono stati colpiti dai recenti disastri che hanno interessato la nostra terra, perché possano trovare, nel senso più profondo del Natale, la forza per superare ogni dolore.
Jonathan Sacks, Rabbino Capo di Gran Bretagna, diceva: “Un Paese è forte quando si prende cura dei deboli; è ricco quando si occupa dei poveri; diventa invulnerabile quando presta attenzione ai vulnerabili”. Queste non sono affermazioni utopistiche o ideali, sono elementi concreti della realtà di ciascuna comunità, di ciascun Paese".
Buon Natale a tutti

La Segretaria Generale

Maria Angela Caponetti