L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha riconosciuto nell'8 marzo la giornata internazionale della donna per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche le discriminazioni e le violenze ancora subite in molte parti del mondo.

Per arrivare fino ad oggi molte donne hanno sfidato, in prima linea, una storia patriarcale, conquistando quei diritti che, a noi oggi, appaiono scontati ma che sono in realtà frutto di anni di lotte e di rivendicazioni.

Questa ricorrenza ritengo non sia riservata alle sole donne ma vada condivisa da tutti, nel suo significato più profondo: riconoscere pari dignità e opportunità è un principio di civiltà. Ricordare significa anche ripensare ad una società che realizza la propria crescita partendo dall'uguaglianza, dal rispetto, dalla tutela della dignità della persona. Un percorso che ci deve impegnare tutti, ciascuno nel proprio ambito.

In questa giornata, che non sia solo un'occasione di festa, troviamo un momento per riflettere su quanto può, ognuno di noi, contribuire, nel realizzare una società equilibrata, capace di tollerare le diversità e  di rimuovere i pregiudizi di ogni genere, con un pensiero accorato alle vittime di quella violenza che tanto duramente ha colpito anche la nostra città, con il brutale assassinio di Alessandra Musarra.

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