Sant'Agata di Militello

S. Agata di Militello

Pubblicato il:

16 novembre 2006

Ultima revisione:

23 novembre 2010


Stemma del Comune

  • Indirizzo: Via Medici, 299
  • Telefono: 0941.701992 - 0941.709201-205
  • Fax: 0941.702754
  • Sito istituzionale

Altre informazioni:

Importante centro turistico-commerciale interamente affacciato sul Tirreno, S.Agata di Militello sorge a metà strada tra Messina e Palermo. Si crede che il nome S.Agata sia stato dato al borgo da alcuni pescatori catanesi insediatisi in questo territorio in onore della loro Patrona. Nel secolo XVII il borgo di S.Agata era possesso del principe di Militello che nel 1627 assunse anche il titolo di Marchese di S.Agata. Di notevole interesse oggi è il castello eretto nel 1632 per volontà di Jeronimo Calega di Spagna e che passò, poi, ai principi Lanza Scalea di Trabia. Bella la Chiesa Madre del 1842, dedicata a San Giuseppe e a Santa Maria del Carmelo che ha al suo interno pregevoli opere in legno del Bagnasco ed importanti affreschi ottocenteschi. Lungo il centro abitato è possibile ancora trovare alcune ville ottocentesche che conservano quasi intatto il loro stile originario. Dal 1857, data in cui S.Agata si staccò da Militello Rosmarino divenendo Comune autonomo, il piccolo comune si è trasformato in un grosso centro di notevole rilievo economico.

Tra le attività principali rilevante è l'industria connessa alla lavorazione del marmo che si estrae dalle cave di San Marco d'Alunzio, che essendo di una qualità molto pregiata, viene denominata "Rosso S.Agata". Fiorente è poi l'attività agricola (agrumi, alberi da frutta, uva, ulivi) e la pesca supportata da una presenza di pescherecci che è la più numerosa in tutto il tratto costiero che va da Milazzo a Cefalù. Esistono, poi, alcune fabbriche artigianali di calzature, pelletterie e un pantalonificio. Redditizio è il commercio reso fiorente dall'esportazione degli agrumi a dall'industria ittica. In via di sviluppo poi è il turismo che ha trovato un valido punto di riferimento nella recente istituzione di un Museo etno-antropologico che presenta delle sezioni dedicate al lavoro contadino, alla pastorizia, al lavoro femminile e al folclore religioso. Di grande richiamo, infine, la fiera del bestiame che si svolge a novembre e raccoglie, tradizionalmente commercianti provenienti da tutto il comprensorio dei Nebrodi.

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