Comune di Nizza di Sicilia


Nizzadisicilia


Altre informazioni:

Nizza di Sicilia ha una popolazione di 3.724 abitanti ed è ubicato lungo la riviera jonica messinese, a 27 Km da Messina e 20 da Taormina. Si estende su un territorio di circa 14 chilometri quadrati composto da una parte urbanizzata frontistante il mare jonio e da una montana denominata “Bosco San Ferdinando“. L’economia del paese è basata principalmente sull’agricoltura, sulla pesca e su attività terziarie.


Cenni storici sul comune di Nizza di Sicilia

In epoca romana forse coincise con il Tamaricium Palmarum di Antonino Pio, che Filippo Cluverio situa "ad Nisi amnis ostium", appunto alla foce del torrente Fiumedinisi. Durante la dominazione araba pare fosse denominata 'Al Iggasah (che si traduce // susino, secondo Michele Amari, il pero, secondo altri), e fu verosimilmente residenza di gruppi di arabi come testimoniano le denominazioni di quartiere e vìa dei saraceni, quartiere dei beduini e l'esistenza di cognomi come Elemich, presente in questa comunità anche nell'Ottocento.

In seguito fu Marina di Fiumedinisi fino al 1613, allorché, grazie al matrimonio di Isabella Lanza e Abbate, vedova di Antonino Romano Colonna di Fiumedinisi, con Giovanni La Rocca, signore di Lumera, fu aggregata in gran parte a questa località sotto il nome di Marina di Roccalumera, mentre un breve tratto del suo territorio vicino al torrente Fiumedinisi mantenne l'antica denominazione, rimanendo alle dipendenze dell'omonima comunità collinare. Queste due Marine, in applicazione del Real Decreto n. 1405 del 18 dicembre 1949 vennero riunite sotto il nome di S. Ferdinando, dal 1851 al 1863, anno in cui, per effetto del Regio Decreto n.1218 del 12 maggio, questo divenne Nizza Sicilia, in omaggio alla città natale di Garibaldi, ormai ceduta dallo Stato Sabaudo alla Francia. Questo nome, però, è presente già nel 1860 in una ricevuta di 192 ducati che lo stesso Garibaldi rilascia a una delegazione di sanferdinandesi. Settantanni dopo Nizza venne aggregata a Roccalumera con R.D. n. 655 del 28 marzo 1929, e in seguito resa autonoma con legge regionale n. 42 del 3 dicembre 1948. Tra i suoi figli è da ricordare il col. garibaldino Giovanni Interdonato, figura di spicco del risorgimento siciliano.