Comune di Librizzi


comune

  • Indirizzo: P.zza Catena
  • Telefono: 0941.32281 - 0941.367027/367028
  • Fax: 0941.367029
  • Sito istituzionale

Altre informazioni:

I primi documenti che fanno riferimento al "populo Libricii" sembrano risalire al 1117 e consentono di datare ragionevolmente ad epoca antecedente l'insediamento di una comunità in questa terra. Sin da questi primi atti si desume che il popolo di Librizzi era fortemente legato alla terra e che anzi doveva disporre di quantità rilevanti di essa. Godeva, infatti, il diritto di lavorarla tre settimane per conto proprio, contro una per il Monastero di Patti, in un conflitto d'interessi, che nel 1191 costrinse i cittadini Pattesi a rendersi garanti contro ogni ingerenza del Vescovo. Nel 1371 le terre di Librizzi furono concesse da re federico III a Vinciguerra d'Aragona; nel 1392 dai re Martino e Maria, al Conte Bartolomeo di Aragona; nel 1413 insieme alla Torre di Librizzi passano dal barone di San Pietro Berengario de Orioles alla nobile Ljanora de Centelles, alla quale viene pure affidato l'incarico di pacificare il "populus", che, come si ricava dai titoli di investitura, era già sicuramente organizzato in "civitas". Ed è un susseguirsi di assegnazioni e di conflitti col Vescovado di Patti, che reclama diritti e balzelli, scontrandosi con la tenace opposizione dei Librizzesi. Tra i figli di Librizzi i più noti sono da ricordare sono: Antonino Collurafi, storiografo ed erudito del seicento, precettore molto apprezzato alla corte di Venezia, Andrea Muscarà, esimio giureconsulto, più volte presidente della Regia Gran Corte e dal 1666 Patrono del Fisco. Oggi non esiste più alcuna traccia dell'antica Torre di Librizzi, sulle cui rovine pare sorga la Chiesa Madre che conserva al suo interno una statua lignea di S.Michele Arcangelo. Effigie marmorea di Maria SS.della Catena, attribuita dalla tradizione alla scuola gaginesca, è venerata nell'omonima chiesa.

Il paese, posto su una collina ubertosa, tra i torrenti Librizzi e Timeto a pochi chilometri dalle spiagge del golfo di Patti, è conosciuto per la bontà dei prodotti della sua campagna (nocciole e mandorle, olio e vino in particolare). Un attento escursionista, accanto alla bellezza dei mandorli in fiore per tutto il mese di gennaio ed oltre, può ancora assaporare alcune leccornie, prodotte in modo artigianale ed estremamente genuino, come il miele integrale di zagara, la ricotta e formaggi freschi, salsiccia anche alle erbe, il pane integrale, ecc. Attrezzi e strutture (palmenti, frantoi,..) della civiltà contadina sono ancora rintracciabili sull'intero territorio a testimoniare la laboriosità del "populos" librizzese e a tracciare le tappe della sua evoluzione. Anche se oggi l'economia principalmente si basa sull'agricoltura (olive, vigneti, noccioleti) e sulla pastorizia e vanta la presenza di svariate cantine si tende a valorizzare la naturale vocazione turistica del paese con la crezione delle infrastrutture indispensabili al decollo.In una prospettiva che fra l'altro coinvolga anche tutto un contesto omogeneo è stato costituito il "Consorzio per lo sviluppo socio-economico e turistico tra i Comuni di Patti, Montagnareale, Librizzi, San Piero Patti, Raccuia e Floresta". Nuova e fortunata crescita presenta il fenomeno cooperativistico nel settore edilizio e dei trasporti, in quello zootecnico-agricolo e in quello dei servizi a testimonianza dell'attuale vivacità economica di questo ridente centro dei Nebrodi.