Comune di Galati Mamertino


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Centro agricolo dei Nebrodi settentrionali situato a circa 800 m.s.l.m.Galati domina verso nord l'ampia vallata del fiume Fitalia sino al mar Tirreno ed è racchiuso all'orizzonte dai monti di Longi e dal pizzo Muely ed ha come sfondo la vetta del Monte Soro. Incerte sono le origini di Galati identificata da alcuni nella greco-sicula "Calacte" (fondata da Ducezio intorno al 447 a.C.) e ritenuta da altri di derivazione araba da "Kalat" che significa castello. L'appellativo Mamertino venne aggiunto nel 1912 per ricordare che un tempo questo territorio venne dominato dai Mamertini. Dopo la conquista normanna il feudo di Galati passò alla dinastia dei Lanza che lo ebbero in loro possesso dalla fine del XIII secolo al principio del XVII quando con investitura di Filippo IV passò alla famiglia De Spuches di cui il più illustre rappresentante fu Don Giuseppe De Spuches, letterato ed amministratore della deputazione della Regia Università degli Studi di Palermo.

Ricchissimo il patrimonio artistico che vanta Galati: il palazzo De Spuches con bella loggia e due portali del Montorsoli (oggi adibito a centro museografico polivalente) e le Chiese di S.Maria Assunta (con all'interno una tela del martirio di S.Agata di Pietro Novelli, la splendita statua marmorea della Trinità e una Annunciazione di A.Gagini), la Chiesa della Madonna del Rosario (con la bella statua marmorea della Madonna della Neve di Antonello Gagini e la statua lignea di S.Sebastiano di scuola fiamminga del 1450 circa) e la Chiesa di S.Caterina (con la statua di S.Caterina di A.Gagini e il pregevole crocifisso ligneo di frà Umile di Petralia). Esistono ancora i ruderi di un castello di probabile origine saracena.

Nel passato numerose erano le attività artigianali fiorenti a Galati tra cui la produzione e la lavorazione del lino e della seta, la produzione di ferro battuto e oggettistica in rame, la lavorazione di marmi tipici duri tra cui la cosiddetta "pietra scura" e la reailizzazione, infine, di prodotti in pelle e cuoio. Oggi rimangono solo alcuni fabbri ferrai mentre la produzione e la lavorazione del lino e della seta è stata soppiantata da piccole, ma attive, fabbriche di abbigliamento. Operano poi alcuni laboratori di marmi e un laboratorio dove vengono realizzati arredamenti in bambù.L'agricoltura (vigneti, oliveti, noccioleti) rimane, tuttavia, tra le principali fonti di reddito anche se per le particolari condizioni climatiche e le bellezze paesistiche lo sviluppo dell'attività agrituristica costituirebbe un importante elemento di rilancio economico del paese.