Comune di Frazzanò


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  • Indirizzo: Via Umberto I, 24
  • Telefono: 0941.959037
  • Fax: 0941.959301-0941.919193
  • Sito istituzionale


Altre informazioni:

Piccolo centro dei Nebrodi, Frazzanò sorge lungo la vallata del torrente Fitalia, ai piedi di una collinetta detta "Timpa" che domina una parte del paese. Si tramanda che alcuni contadini si fossero rifugiati in questa zona sfuggendo all'invasione dei Saraceni e che in queste terre costruirono le prime rozze case di pietra a sud del paese, nel quartiere "Canale" il primo, secondo la tradizione, ad essere abitato. Il nome sembra avere origine dal termine dialettale "frazza", la ghianda, cioè, degli alberi di faggio che un tempo abbondavano nella zona.

Uno dei primi avvenimenti storici importanti di questo luogo, fu certamente la nascita di un piccolo cenobio basiliano destinato a diventare, in seguito, uno dei più grandi centri del monachesimo orientale in Sicilia. Il monastero sembra sia stato eretto da Calogero di Calcedonia nel 495. Il complesso fu ampliato da Ruggero di Altavilla e vi risiedette anche la consorte, la regina Adelasia. La Chiesa conserva le tre absidi originali e presenta un triburio ottagonale, un portale ad arco nell'interno, frammenti di affreschi bizantineggianti. Interessante la Chiesa dell'Annunziata che conserva la pregevole facciata barocca con all'interno l'altare in legno scolpito da Filadelfo Allò di Mirto.

Sino alla fine del secolo scorso, a Frazzanò, era fiorente la produzione e la commercializzazione della seta che aveva luogo specialmente in agosto, durante la festa del patrono in occasione della fiera del bestiame che richiamava mercanti da tutta la Sicilia. Oggi l'economia, prevalentemente agricola (olivicultura, viticoltura, noccioleto), attinge fonte di reddito anche dalla produzione e dalla lavorazione dei marmi grazie alla presenza di numerose cave di marmo nel territorio.

Per la rilevante importanza storico-artistica del Monastero di Fragalà, dichiarato monumento nazionale, Frazzanò non può non diventare una tappa obbligata in un itinerario turistico culturale dei Nebrodi che peraltro dovrebbe rappresentare motivo di grande rilancio economico per questo caratteristico paesino montano.